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Quella
serrata e quasi ininterrotta boscaglia di olivi maestosi e più
volte centenari, che occupa il tallone d'Italia da lecce in giù
verso Otranto, Leuca e Gallipoli fino alle due coste ionica ed
adriatica, si presenta durante la stagione invernale sotto un
aspetto di vivacità e gaiezza impensata. Vi
è la nota animatrice dei contadini, che dai borghi invadono
ogni angolo della campagna per la raccolta del piccolo ma
preziosissimo frutto. Le
olive cominciano a maturare generalmente alla metà di ottobre.
Esse però non si colgono direttamente dall'albero; ma si
attende che cadano da sole a terra, onde servirsene proprio al
momento in cui sono più cariche di umore, e perciò più adatte
alla molitura. La
raccolta quindi non si fa in una sola volta, ma in diverse
passate, a seconda della stagione più o meno rigida e ventosa.
E questo fatto spiega la lunga durata della raccolta medesima,
che va in media dalla fine di ottobre alla metà di gennaio. Tale
ufficio è affidato esclusivamente alle donne, alle giovani e
svelte contadine locali. Costoro a stormi di quaranta o
cinquanta s'avviano ben per tempo in campagna; s'inoltrano
per gli oliveti fitti e misteriosi, e attendono alla paziente
opera loro. Curve
fino a terra con un piacere fra i piedi, cercano accuratamente
l'utile frutto in mezzo al terriccio ed alle erbe, mentre per
distrarsi un po' cantano le loro passionali canzoni d'amore.
Dolce contrasto tra la primavera dei cuori e la gelida e
silenziosa natura....Questo lavoro, lungo, faticoso, uniforme,
dura due mesi; poi varia alquanto. Alla
fine di dicembre non vi sono che poche altre olive, tanto che
non vale la pena di aspettare che cadano da sole. Per fare più
presto si fanno venire giù a forza. Ma a ciò non bastano le
donne; ci vogliono dei giovanotti. Ed allora compagnie di
contadini svelti ed agili come scoiattoli s'arrampicano per
mezzo di scale o a forza di braccia, su per gli alberi a
staccare a mano la frutta superstite, mentre le donne da terra
coadiuvano efficacemente abbacchiando. E dalla campagna le olive
passano poi ai frantoi, ai vecchi trappeti meridionali, scavati
il più delle volte nel sottosuolo ed impiantati con sistemi
tuttora empirici. Da dove però uscirà ben presto quell'olio
puro e luccicante, quasi oro liquido, che è fra i più
ricercati prodotti della nostra penisola. 
processo
di molitura nei frantoi ipogei HOME
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LA CAMPAGNA
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